Il Melo, l’albero ponte con il mondo dell’Aldilà

Il Melo, l’albero ponte con il mondo dell’Aldilà
Avalon's apple
Mele raccolte del meleto del Tor

Durante il mio primo viaggio a Glastonbury, avevo deciso di orientarmi senza punti di riferimento per trovare il mio alloggio. Non avevo una mappa, ne tanto meno il cellulare, ma infondo sapevo che l’avrei trovato in qualche altro modo…

Era fine settembre, tempo della maturazione e della raccolta delle mele e fuori dalle case erano posti meravigliosi cestini colmi di frutti colorati e maturi, accompagnati dalla scritta: “Take me”. Mi sono sentita come Alice nel Paese delle Meraviglie e ho seguito i cestini di mele che alla fine mi hanno proprio condotta al luogo che cercavo.

Oggi vorrei paralare del Melo e del fatto che il suo frutto, nel mondo celtico, è considerato molto più che un semplice nutrimento, poichè esso rappresenta il tramite per entare in comunicazione con il mondo parallelo dell’Aldilà.

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Nelle mitologia irlandese, l’ isola al di là del mare in cui viene trasportato Re Artù prende il nome di Avalon Emhain Ablach, la “Terra delle Mele”. In questa terra si racconta che proprio sotto un melo dispensi la sua saggezza Myrrdin, il druido Merlino.

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In un’altra leggenda irlandese, Connla “dai Fulvi capelli”figlio di Conn “delle cento battaglie”, viene contattato da una fanciulla del Sidhe che lo invita a seguirla nell’Altromondo. Messa in fuga dagli incantesimi dei Druidi, la fanciulla lancia a Connla una mela, con la quale egli si nutrirà per lungo tempo (mai il frutto si consumava…) prima di partire per l’isola magica su una barca di cristallo.

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Il dio gaelico Lùg, celebrato durante la festa di Lughnassadh il primo agosto,  chiede come risarcimento a un offesa di un re, che i suoi tre figli gli portino le mele custodite nel Giardino-a-ovest-del-Mondo (l’Isola di Avalon, tra l’altro nelle storie di trova sempre collocata a Ovest). Si racconta infatti che esse siano grandi come la testa di un bambino, dal sapore di miele e dal colore dorato. Una volta mangiate non si consumano mai e offrono sollievo da ogni tipo di dolore.

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Si racconta anche che la fonte di salute dove venivano guariti i feriti nella battaglia di Mag Tured, si trovava nell’Achab Abla, il “Campo delle Mele”. In quelle acque, Dian Cecht e i suoi tre figli immergevano gli uomini feriti a morte, recitando su di essi incantamenti e formule druidiche. E i morti e i feriti emergevano dalla fonte non solo perfettamente integri, ma dotati di un tale ardore che li rendeva molto più agili nel combattimento di quanto non fossero mai stati prima.

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Le leggende ci insegnano che il melo è l’albero che cura e che dona immortalità, in quanto i suoi frutti mai si esauriscono. Si dice che il melo guarisca in modo particolare arrivano a conoscere le zone più remote della psiche umana attraverso uno scambio di messaggi arcani e diventando ponte tra essere umano e mondo vegetale..

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Durante la celebrazione del Cerchio di Mabon, abbiamo realizzato una meditazione e portando nel nostro viaggio verso la stagione oscura, una mela che abbiamo caricato con tutto ciò che abbiamo realizzato durante la parte luminosa dell’anno. Al termine della meditazione, ho chiesto ad ogni partecipante di aprire orizzontalmente la mela il mattino successivo, in senso orizzontale per scoprire quali doni riserbava al suo interno.

Se vuoi rivivere la meditazione di Mabon ascoltala qui.

Per conoscere un po’ di più sugli usi magici del Melo come rimedio naturale e in cucina,  attendete i prossimi post!

 

Fonti:

  •  La battaglia di Mág Tuired > CATALDI Melita: Antiche storie e fiabe irlandesi. EINAUDI 1985. Traduzione integrale.

 

 

 

 

 

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