
Da sempre è stato considerato un oggetto misterioso e ricercato.
Da un punto di vista simbolico, il Graal allude al possesso di una conoscenza esoterica o iniziatica, che da un lato viene elargita a livello spirituale ma dall’altro comporta una conquista, riservata a coloro in grado di accoglierne il mistero, degni dell’enorme potere trasformativo in essa racchiuso. Come sintetizzato da Étienne Gilson:
“Alla sua ricerca partirono i migliori Cavalieri della Tavola Rotonda attraversando foreste sterminate e terre desolate”
La sua perdita suggella la fine del regno di Giustizia e di Pace che Re Artù aveva creato, e con la sua perdita scompare anche Camelot, la città dell’equilibrio e del rispetto. Dopo di esso inizia il terribile periodo delle Terre Guaste, della Natura malata e morente.
Graal, prima di essere calice, era la coppa, il calderone. La sua forma sembra ricordare quella della luna crescente, che gradualmente si riempie, che simboleggia l’origine della vita e che si rinnova ogni giorno. In epoca Neolitica e soprattutto nell’Età del Bronzo, non era poi così raro trovare della coppelle, nelle concavità naturali delle pietre, così sacre, così semplici, così eterne.
Potremo considerare la perdita del Graal come la perdita dell’unione del Essere Umano e Natura, Maschile e Femminile, Materia e Spirito, Cuore e Mente. Ritrovarlo è si un’impresa impegnativa ma al contempo possibile.
Infondo, la ricerca del Graal coinvolge anche noi, è compito di ogni buon cavaliere di coraggio e di valore, sia uomo che donna, che questa ricerca parta da ognuno da noi, per scoprire infondo che questa sacra coppa si trova già dentro se stessi, ed è già una Coppa piena di Amore.
Felici scoperte a tutti,
Annemeton
Per scoprire di più sul Graal e la sua relazione con Avalon ti consiglio questo video